Nell’era delle case intelligenti e degli assistenti vocali, abbiamo accolto un esercito di gadget tecnologici nelle nostre vite. Dispositivi come Alexa di Amazon, Google Home e i termostati smart hanno trasformato le nostre case in centri di comodità. Ma con ogni “Ehi Google” o “Alexa, spegni le luci”, potremmo star sacrificando qualcosa che non possiamo recuperare: la nostra privacy.
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ToggleIl costo nascosto della comodità
Hai probabilmente sentito dire: “se qualcosa è gratuito, allora il prodotto sei tu”. Questo vale particolarmente nel mondo dei dispositivi smart. Molti di questi gadget sono progettati per ascoltare, imparare e adattarsi alle nostre esigenze. Sembra utile, vero? Ma cosa succede quando questi dispositivi ascoltano più di quanto pensi? E se stessero raccogliendo più dati di quanto tu realizzi?
I dispositivi smart non si limitano ad aspettare passivamente i tuoi comandi: sono sempre in ascolto, analizzando la tua voce, le tue abitudini e, talvolta, anche le tue conversazioni.
Ascoltano sempre?
Vediamo come funziona: dispositivi come Amazon Echo e Google Home sono dotati di parole chiave di attivazione, come “Alexa” o “Ehi Google”, che fanno sì che il dispositivo inizi a registrare e processare la tua richiesta. Ma non è tutta la storia. Per rilevare queste parole, i dispositivi devono monitorare costantemente ciò che viene detto intorno a loro. Questo significa che sono sempre in ascolto, anche se non stanno attivamente registrando — almeno, così ci viene detto.
Ci sono stati molti casi in cui gli utenti hanno riferito che i loro dispositivi smart hanno risposto a conversazioni che non erano destinate a loro. Sebbene le aziende tecnologiche affermino che questo accade raramente e per errore, il fatto che accada comunque solleva molte perplessità.
Quali dati stanno raccogliendo?
Ogni volta che utilizzi un dispositivo smart, condividi più dei semplici comandi. Stai condividendo i tuoi modelli vocali, le tue preferenze, le tue abitudini e, talvolta, informazioni ancora più personali, come la tua posizione. Questi dispositivi sono dotati di algoritmi sofisticati che possono mappare le tue routine quotidiane. Sanno quando sei a casa, quando dormi, quando esci e persino che tipo di musica o programmi preferisci.
Questi dati possono sembrare innocui all’inizio, ma ecco dove la situazione diventa preoccupante: aziende come Amazon, Google e Facebook traggono profitto dalla raccolta dei dati. Vendono le informazioni che ottengono agli inserzionisti, e in alcuni casi le condividono con terze parti. Questo è il motivo per cui, dopo aver menzionato che hai bisogno di nuove scarpe con un amico, inizi a vedere pubblicità di Nike e Adidas su ogni sito web che visiti.
Ma non si tratta solo di annunci pubblicitari mirati. Alcuni dispositivi per la casa smart sono persino in grado di monitorare il tuo consumo energetico, il tono della tua voce o di rilevare quanto spesso sei a casa, offrendo potenzialmente un profilo del tuo comportamento prezioso per compagnie assicurative, agenzie governative o persino criminali informatici.
La parte scioccante: chi ha accesso ai tuoi dati?
Non sono solo le grandi aziende tecnologiche a poter accedere alle tue informazioni. Nel 2019, è emerso che Amazon impiega migliaia di lavoratori per esaminare clip audio catturate dai dispositivi Alexa per “migliorare la precisione”. Alcune di queste clip includevano conversazioni private, sollevando serie preoccupazioni sulla privacy.
Ancora peggio, questi dispositivi non sono immuni agli hacker. Infatti, possono essere particolarmente vulnerabili. Un dispositivo smart compromesso può dare agli hacker accesso non solo ai tuoi dati personali, ma all’intera rete domestica. Attraverso dispositivi mal protetti, un hacker potrebbe sbloccare la tua porta d’ingresso, disattivare il tuo sistema di sicurezza o persino monitorarti tramite telecamere collegate.
Come proteggersi
Questo non significa che devi abbandonare del tutto la tua configurazione smart. Ma significa che dovresti prendere alcune precauzioni per proteggere la tua privacy:
- Rivedi le impostazioni di privacy: La maggior parte dei dispositivi smart offre impostazioni di privacy personalizzabili. Vai nelle impostazioni del dispositivo e limita la condivisione dei dati al minimo necessario. Disattiva il microfono quando non è in uso.
- Elimina regolarmente i dati memorizzati: Gli assistenti vocali spesso memorizzano le tue registrazioni per impostazione predefinita. Su Amazon Alexa, ad esempio, puoi eliminare queste registrazioni dalla cronologia tramite l’app Alexa.
- Posiziona i dispositivi con intelligenza: Non mettere dispositivi smart in aree dove hai conversazioni sensibili, come camere da letto o uffici.
- Utilizza password robuste e l’autenticazione a due fattori: Per qualsiasi dispositivo connesso a Internet, proteggilo con una password forte e unica e abilita l’autenticazione a due fattori quando possibile.
- Aggiorna i tuoi dispositivi: Mantieni aggiornati i tuoi dispositivi smart con l’ultima versione del firmware e dei software. Questi aggiornamenti spesso includono correzioni di sicurezza che rendono più difficile l’accesso ai hacker.
- Considera l’uso di una VPN: Una VPN (Virtual Private Network) aggiunge un ulteriore livello di sicurezza alla tua rete domestica crittografando il traffico internet. Questo rende molto più difficile per gli hacker accedere ai tuoi dati personali.
Conclusione: comodità vs. privacy
L’ascesa dei dispositivi smart ha indubbiamente reso la vita più comoda, ma è importante capire il compromesso. Questi gadget rendono la nostra vita più semplice imparando dai nostri comportamenti, ma così facendo raccolgono costantemente informazioni personali. Sebbene le aziende tecnologiche ci rassicurino che la privacy è una priorità, esiste sempre un rischio quando le nostre case sono piene di dispositivi che ascoltano.
Come consumatori, sta a noi essere vigili. Sapere cosa fanno i nostri dispositivi, comprendere i dati che stanno raccogliendo e prendere misure per proteggerci. In fin dei conti, nella battaglia tra comodità e privacy, il vero vincitore dovresti essere tu.